Riscossione in Sicilia dovrebbe entrare nel nuovo millennio ed essere più vicina ai Cittadini!

Amiche e Amici,
noi Siciliani non dobbiamo mai perdere la speranza che la nostra Amata Sicilia possa diventare una Regione normale.
Oggi parliamo della Riscossione in Sicilia che è gestita da Riscossionesicilia, da non confondere con Equitalia, e possiamo dire che non è del tutto funzionale e vicina alle esigenze dei Cittadini.
Dopo un periodo nell’obblio e nel buio profondo, il presidente Antonio Fiumefreddo sembra, a quanto da lui annunciato, essersi incamminato sulla strada delle scelte a favore dell’isola e della trasparenza.

Forse sarà stato il recente divorzio dall’inseparabile Crocetta o forse altro sembra si sia deciso ad introdurre la trasparenza – valore in cui crediamo e che promuoviamo da sempre, ma che, a quanto pare, è sopravvalutato in Regione – all’interno di Riscossione Sicilia.
La proposta arrivata è quella di trasmettere in streaming le sedute del CdA, le aste dei beni sottoposti a pignoramento e le sedute per l’affidamento degli appalti a società.
Insomma, almeno in teoria, noi cittadini saremmo costantemente informati sulle decisioni che ci riguardano e che finora ci piovevano tra capo e collo come un fulmine a ciel sereno.
Certo dobbiamo continuare a dormire con un occhio aperto in quanto Fiumefreddo è noto per cambiare spesso opinione: ad aprile Vincenzo Romeo, presidente di Adiconsum, aveva chiesto un incontro proprio con Fiumefreddo per discutere dei comportamenti di Riscossione Sicilia, in merito all’evasione delle richieste di notizie e documenti, incontro che era stato poi fissato per il 21 maggio. Peccato che quell’incontro non sia mai avvenuto e Fiumefreddo non abbia dato delucidazioni in merito.
Dobbiamo quindi fidarci questa volta?

L’apertura di Riscossione Sicilia alle nuove tecnologie potrebbe essere un segnale positivo per tutta la regione, per richiamare i giovani e per proiettare la nostra terra, finalmente, nel nuovo millennio.
O più semplicemente, per avere una Sicilia moderna, normale, al passo coi tempi.
L’innovazione è la più quotata tra le strade percorribili: è impensabile promuovere o lanciare una nuova idea senza passare dai nuovi media e dall’utente, il cittadino-medio.
A tutto questo dobbiamo aggiungere che l’idea di digitalizzare l’amministrazione pubblica o comunque organi burocratici, non solo avrebbe l’effetto di snellire gli iter e di infondere sicurezza nei cittadini, ma attirerebbe i giovani e un’intera generazione che con la tecnologia è praticamente nata, che potrebbe offrire spunti e nuove idee per portare la Sicilia al passo col resto dell’Italia e dell’Europa.
Per avere un futuro dobbiamo prima di tutto investire nei giovani e credere in loro.
Noi di Insieme Si Può siamo i primi a credere ciecamente nella potenza e nella validità dei social media: non a caso abbiamo più volte insistito per l’adozione dell’Agenda Digitale – con l’obiettivo di accorciare i tempi della pubblica amministrazione, il tutto nella massima trasparenza e chiarezza -, e utilizziamo i social network e il blog come strumento di divulgazione delle nostre idee e delle nostre proposte politiche.

In secondo luogo, l’idea che dai piani alti si generi un vento che inneggia alla trasparenza, all’eliminazione di tutto ciò che crea confusione o poca chiarezza, può essere solo un messaggio positivo da inviare ai privati cittadini.
Da una parte, trasmettere in streaming sedute del CdA, aprendo realtà di nicchia all’opinione pubblico, è sintomo di una volontà di coinvolgere le persone nelle decisioni che riguardano la vita di tutti e quando parliamo di tutti, ci rivolgiamo a coloro che votandoci, ci danno fiducia e per primi permettono alla nostra società di cambiare, di mettere in moto i meccanismi che portano al modificare, rivoluzionare certi aspetti della vita pubblica.
Dall’altra, restituire all’opinione pubblica una visione non filtrata, reale e concreta di quello che avviene nei salotti della politica, è un gesto forte, un tentativo di ricostruire un rapporto di fiducia che negli anni e a causa di innumerevoli errori, viene a mancare sempre di più.
Dobbiamo far innamorare nuovamente i cittadini della politica, perché non interessarsi della politica, della res publica, equivale a non vivere realmente.
Una celebre frase di Jules Renard recitava appunto: “Non mi occupo di politica è come dire non mi occupo della vita.” Della vita del singolo, ma anche e soprattutto della collettività.
E come mai ci stanchiamo di ripetere, il bene generale e quindi di ognuno di noi può generarsi solo nel momento in cui ci uniamo e condividiamo un ideale comune. Da soli è difficile attuare grandi rivoluzioni, mentre #InsiemeSiPuò.

Quindi, per tirare le somme, cari Siciliani, a oggi le premesse potrebbero essere buone : il problema che sussiste è quello della fiducia.
Dal canto nostro cerchiamo di non voltarci dall’altra parte con indifferenza, ma al contrario siamo attori proattivi di un’inversione di tendenza. Spingiamo perché questa riforma annunciata da Fiumefreddo sia attuata e perché venga esportata in altri ambiti della vita politica della regione e non solo.
Non fermiamoci al primo ostacolo, non accettiamo di rimanere inermi. Attuiamo in primo luogo quel cambiamento che vogliamo vedere nel mondo. #InsiemeSiPuò