Reti ferroviarie obsolete

Amiche ed Amici,
sono stati giorni tristi, pieni di disperazione e distruzione, vite strappate con troppo facilità, senza quasi rendersene conto.

Vorrei soffermarmi in particolar modo sulla tragedia scaturita dallo scontro di due treni in Puglia, che ha provocato 23 morti e 50 feriti, senza nulla togliere all’altra tragedia della scorsa settimana, l’attentato a Nizza.

Sono arrabbiato, molto arrabbiato, perché sono anni che al Nord vengono stanziati miliardi e miliardi di euro per i trasporti, mentre al Sud solo poche centinaia di milioni e tutto rimane immutato. Non solo: quei pochi finanziamenti rimangono sulla carta, sia perché si perdono nelle scartoffie burocratiche, sia perché il giro di appalti e sub-appalti è corrosivo, nel senso più stretto del termine, senza considerare l’ostruzionismo che viene fatto da molti comuni, in nome di fantomatici possibili disastri ambientali.

Fatto sta che le linee rimangono a binario unico, problema che si potrebbe allargare al 50% delle reti ferroviarie italiane, e, quando la responsabilità umana incrocia l’obsolescenza delle reti ferroviarie, si va in contro a tragedie come questa. Ovviamente le responsabilità umane hanno giocato un ruolo rilevante nell’accaduto, ma l’abbandono dei trasporti del Sud da parte dello Stato è sicuramente il substrato delle responsabilità morali della tragedia. La responsabilità morale è governativa, perché credo, da ingegnere, che nel 2016 sia assurdo non aver installato dei normalissimi sistemi di sicurezza e controllo elettronici, peraltro dai bassi costi, che nel caso dell’incidente avrebbero salvate tante vite umane.

Il Governo non investe al Sud e men che meno in Sicilia.

Vi porto un esempio pratico: per la tratta Roma-Milano (557Km) ci sono treni che impiegano circa due ore e mezzo; per la tratta Messina-Trapani (330 Km) ci sono treni che impiegano più di 10 ore. Io ritengo che sia una cosa inaccettabile che il Sud venga trattato in questo modo. A voi sembra normale?!

Non si tratta solo di trasformare linee con il binario unico in linee con il doppio binario, ma di ristrutturare e rendere sicure, a norma di legge, intere reti ferroviarie, che ad oggi non lo sono.

Ci sarebbero altri esempi pratici da portare, come il progetto di raddoppiare il binario della linea da Palermo a Messina, progetto partito negli anni 80’ e mai portato a termine, vuoi perché cambiavano le normative e il progetto doveva essere rivisitato, vuoi per il solito ostruzionismo, vuoi perché, se il Sud è considerato la periferia d’Italia, come affermato dal Vescovo di Andria, la Sicilia è lasciata alla deriva.

Ma il punto è sempre lo stesso, il Sud viene visto come il fanalino di coda dell’Italia, infrastrutture da terzo mondo, reti ferroviarie obsolete, etc. Lo Stato non si preoccupa dei problemi della Sicilia e nemmeno lo fa il governo regionale, dal momento che una fonte di guadagno sicura come il turismo non viene adeguatamente sfruttata.

Noi del Movimento “Insieme Si Può” diciamo basta a questa tendenza negativa, aiutateci ad invertirla, perché avere reti ferroviarie sicure e a norma di legge è un nostro diritto, come di chiunque altro!

#InsiemeSiPuò fare la differenza!