Il vandalismo si sconfigge con la conoscenza

Amiche e Amici,
oggi voglio farvi riflettere su una tematica che mi sta molto a cuore: il problema del vandalismo. Qualche settimana fa si è verificato l’ennesimo atto vandalico subito dall’impianto termale di Sciacca, simbolo artistico e culturale della città. Il fatto, estrapolato dalla sua individualità, denota un ben più ampio problema, quello della mancata percezione della cultura e dell’arte da parte dei giovani, o per lo meno da una parte di essi.

È altresì vero che è un problema che riguarda non solo la nostra regione, ma anche l’Italia in generale e, perché no, l’Europa e il mondo intero. Ma il nostro Movimento, poiché è una realtà che parte dal basso, dai cittadini, dalle persone comuni, intende primariamente cercare di arginare questo fenomeno in Sicilia. Siamo consapevoli che non è un obiettivo semplice ed immediatamente raggiungibile, ma non ci scoraggiamo, perché i giovani di oggi saranno gli adulti di domani e dobbiamo fare tutto ciò che permetta loro di capire che l’arte e la cultura non sono semplici accessori della società, ma ne costituiscono le fondamenta.

Affinché questo processo di sensibilizzazione abbia successo è essenziale che i giovani non si sentano pesantemente attaccati e giudicati, anche perché, se una parte dei giovani compie atti di vandalismo, la colpa primaria è della società, compresi insegnanti e genitori. Infatti le nuove generazioni crescono con i valori che la società trasmette loro, ragion per cui la mancata percezione della cultura dei giovani non è che un sintomo di una malattia più ampia, una malattia che ormai affligge la nostra società: la scarsa considerazione per l’arte e la cultura. Oggi troppo spesso si preferisce guardare una serie tv piuttosto che leggere un buon libro di letteratura o andare a visitare un museo.

Il nostro movimento ha intenzione di combattere questa tendenza attraverso una campagna di sensibilizzazione che permetta non solo di avvicinare i giovani alla cultura, ma anche di riaccendere quei valori che la società sembra aver dimenticato. Perché la cultura è la culla della civiltà e senza di essa non potremmo neanche distinguerci dagli altri essere viventi che popolano questo mondo.

Non basta la razionalità per innalzarci al di sopra di ogni altra creatura, serve anche saperla usare. Dunque usiamo questa facoltà per coltivare la cultura, per apprezzarla, per tramandarla e per difenderla; la cultura artistica, la cultura letteraria, la cultura filosofica, la cultura eno-gastronomica, ogni forma di cultura deve essere preservata.

La ricetta del processo è semplice: sensibilizzare la società verso l’arte per ripristinare quei valori che permettano alle future generazioni di farsi portatori della cultura della civiltà umana. Capisco che non sia un progetto semplice, ma Noi ci rifiutiamo di accettare inermi lo stato delle cose, e dal qualcosa bisognerà pur ripartire. Allora ripartiamo dalla cultura!

#InsiemeSiPuò sensibilizzare i giovani alla cultura!