Fermiamo le Capitali della Mafia

Amiche e amici,
al via oggi il maxi-processo “Mafia Capitale”, che si prospetta come uno dei più lunghi della storia.
Circa 46 imputati, udienze fissate fino a luglio, centinaia di registrazioni, oltre 60 giornalisti ammessi in tribubale e un’organizzazione criminale sotto inchiesta.
La Cupola Romana di Massimo Carminati, detto Er Guercio, si appresta ad essere sfaldata mattone dopo mattone, interrogatorio dopo interrogatorio.
Un’associazione ben radicata nel tessuto amministrativo di Roma, scesa così in profondità da essere diventata pericolosamente invisibile per lungo tempo e, sotto alcuni aspetti, più insidiosa delle tradizionali mafie del Sud Italia.
C’é addirittura chi, come Carminati, che si lamenta dell’etichetta “mafiosa” e cerca di allontanarsene. Io, amici Siciliani e italiani, che nel corso della mia vita ho fatto parte anche del Coordinamento antimafia, non saprei quale altra accezione darle.
Un’associazione che corrompe pubblici funzionari, amministratori di società ed esponenti politici puntando ad alterare o ad aggiudicarsi appalti per centinaia di milioni di euro, il tutto attraverso l’intimidazione, l’assoggettamento e l’omertà, che cosa può essere, se non mafia!?!

La vera questione non è però i danni che questa organizzazione può aver provocato durante il periodo d’azione, quanto il fatto che l’amministrazione e la burocrazia pubbliche hanno permesso che ciò accadesse, che Carminati avesse completa libertà di legiferare indisturbato.
Ricordiamoci amici, che la mafia corrompe, dilania, uccide, ma il silenzio, il voltarsi da un’altra parte, l’indifferenza fanno pure peggio.
E pensare che tutto questo sarebbe evitabile e anche con soluzioni semplici e facilmente attuabili.

Qual è la nostra proposta?
Una prima idea sarebbe quella di vietare l’accumulo smodato di incarichi in società pubbliche e limitare il numero dei mandati ad un massimo di due.
In questo modo nessuno dovrebbe avere più di due c.d.a.
Inoltre tutti coloro che fanno politica, dovrebbero per legge pubblicare redditi e patrimoni, sia loro, che relativi alla moglie e ai figli. Nessuno escluso!
A tutela ulteriore, tutti i depositi all’estero di chi ricopre incarichi pubblici, se non dichiarati, dovrebbero essere sequestrati e, soprattutto, si dovrebbe impedire la possibilità di trasmetterli in via ereditaria ai parenti prossimi.
Infine, una norma che riguarderebbe non tanto il singolo o privato, ma le imprese coinvolte in illeciti, dovrebbe prevedere la sospensione di ogni attività per almeno un anno (al primo caso di azione criminose), per 3 anni (la seconda volta che si verifica illecito) e, infine, totale cancellazione, nel caso in cui siano coinvolti anche i rappresentanti legali.

Non possiamo continuare ad avere paura e a restare in silenzio. Non possiamo accettare che giustizia sia fatta solo in un’aula di tribunale, dopo che sono stati compiuti molteplici atti criminosi. Non possiamo tollerare che si parli di Mafia solo quando conviene alla stampa, al governo o ai tutori della legge.
Le associazioni mafiose devono essere sotto i riflettori ogni giorno e ogni giorno devono essere denunciate, osteggiate, fermate.
Non possiamo continuare a curare: dobbiamo imparare a prevenire. Dobbiamo smettere di ricucire blandamente uno strappo: facciamo in modo che non si verifichi più.
Non possiamo insegnare ai nostri figli che le associazioni criminali possono agire indisturbate e scelgono loro il momento in cui farsi prendere.

Combattiamo le nostre piccole battaglie quotidianamente. Non accettiamo mai di chiudere gli occhi e girare la testa. Impediamo a chiunque di toglierci il diritto di ribellarci, di parlare, di dire no.
Non attendiamo più maxi-processi o funerali sensazionalistici, prodotti da tv macina-soldi.
Blocchiamo e impediamo tutto questo a monte, prima che qualunque atto criminoso o pensiero illecito veda la luce.
Cambiamo il nostro modo di percepire il mondo circostante e cambieremo il mondo attorno a noi. Non dovremo più scappare dalle nostre realtà e affideremo un futuro migliore ai nostri figli.
Se cambieremo le nostre città, non dovremo più cambiare città.

Mi piacerebbe parlarne con voi nel prossimo incontro che farò a Catania, il 21 novembre.
Vi aspetto a braccia aperte con proposte, spunti e soluzioni per migliorare il nostro paese. #InsiemeSiPuò

Nell'infografica realizzata da Centimetri Chi sono e che ruolo avevano i personaggi che componevano la cupola romana. ANSA/CENTIMETRI

Nell’infografica realizzata da Centimetri Chi sono e che ruolo avevano i personaggi che componevano la cupola romana.
ANSA/CENTIMETRI